Buon compleanno, Book-à-Porter
I compleanni sono una delle nostre specialità dato che confezioniamo libri personalizzati per le occasioni che contano. Questo weekend abbiamo festeggiato il nostro, dando ali a nuove idee a piantando il seme di una nuova collaborazione.
Come si sceglie la data del compleanno di un progetto? Si sceglie il momento in cui si è magicamente accesa la lampadina e l’idea ha preso corpo? Si sceglie il giorno della creazione della società, della prima vendita, della prima riunione del team?
Personalmente credo che siano tutte opzioni valide e, sulla mia agenda, ho annotato tutte queste ricorrenze che hanno segnato la vita di Book-à-Porter fino ad ora. Con il tempo ne ho aggiunte altre che per me sono state altrettanto significative: il primo libro su misura per un cliente italiano, la prima autobiografia di una cliente in Spagna, il primo libro YOU pensato per chi va in pensione… Ogni milestone (come si dice in gergo), ogni passo sono motivo di orgoglio e celebrazione e qui, è proprio il caso di dirlo, non ce ne perdiamo neppure uno.
Festeggiando il compleanno di Book-à-Porter in compagnia di una persona speciale.
Ma allora che data abbiamo festeggiato domenica, tra tutte queste che abbiamo elencato? È una storia lunga e un po’ tortuosa, ricca di vita, come quelle che ci piace raccontare. Spero che non me ne vogliate se apro una piccola parentesi e ve la racconto.
Il momento in cui ho iniziato a creare questo spazio di scrittura autobiografica, il nome Book-à-Porter è nato in maniera quasi spontanea: crea la connessione perfetta tra il mondo dei libri e quello della moda. L’esperienza che vogliamo offrire ai nostri clienti è “sartoriale”: prendiamo le misure di ogni storia per cucirla nel modo più personale e personalizzato possibile. Questo nome significa molto per noi e ci siamo adoperati fin da subito per farlo nostro e tutelarlo.
Un brindisi sulla spiaggia per festeggiare gli inizi.
Patenti e brevetti
Pensavo sarebbe stato più semplice, o per lo meno più rapido. Invece... In attesa di ricevere la luce verde dall’ufficio europeo Patenti e Libretti per la registrazione del marchio, mi sono fatta prendere dal sacro furor dell’imprenditrice (ho imparato con il tempo a gestire questa furia creativa che non sempre è buona consigliera) e ho iniziato il processo di creazione di una società dallo stesso nome in Italia. Doppia protezione, la prudenza non è mai troppa.
Che dire? Se le lungaggini burocratiche dell’ufficio Patenti e Brevetti mi stavano esasperando, nulla mi poteva preparare per le dosi di pazienza che avrebbe richiesto l’iter di creare una Srl in Italia vivendo all’estero. Lo dico sempre ridendo e con una punta di amarezza: noi italiani all’estero siamo figli di un dio minore e ogni tramite con l’Amministrazione Pubblica richiede il doppio dello sforzo (già di per sé titanico anche per chi vive in Italia). In tutto questo turbinio di avvocati, notai, commercialisti stavo perdendo di vista sia il progetto che i miei clienti, con grande rammarico e frustrazione. La cosa peggiore: stavo perdendo la fiducia in me stessa, nel sistema e nell’idea di potere creare un’azienda in grado di aiutare tutti a scrivere le proprie storie.
“E questa foto, pur sfuocata (o forse è così per colpa dell’umidità de Bali?) rimane come testimonianza e come promemoria. Dare vita ad un progetto, creare un’azienda non è un cammino facile e non ce l’avrei mai fatta senza il sostegno di tutte le persone che mi hanno supportato lungo la strada.”
Con questo stato d’animo ricevo una proposta inaspettata: un’amica che sta attraversando un momento di difficoltà simile al mio mi propone di mettere tutto tra parentesi e andare a Bali per ricaricare le pile. Non ci ho pensato due volte.
E proprio come nei film, nel momento in cui stavo mollando, sopraffatta dalle difficoltà, ecco che ricevo la notizia più bella: le settimane e i mesi spesi tra carte a scartoffie ha dato il risultato sperato: Book-à-Porter Srls vede la luce il 18 maggio (l’anno non conta, Book-à-Porter è una signora senza età). Lo ricordo come fosse ieri: eravamo in spiaggia a guardare le stelle quando ho ricevuto il messaggio dal commercialista. Ed è stato un momento speciale: il progetto dei libri autobiografici su misura stava diventando ogni giorno più reale.
E questa foto, pur sfuocata (o forse è così per colpa dell’umidità de Bali?) rimane come testimonianza e come promemoria. Dare vita ad un progetto, creare un’azienda non è un cammino facile e non ce l’avrei mai fatta senza il sostegno di tutte le persone che mi hanno supportato lungo la strada. I miei amici sono stati preziosi sotto molteplici punti di vista: mi hanno sostenuto e consigliato, supportato e sopportato, dato fiducia, accompagnato a fiere ed eventi… È per questo che voglio cogliere l’occasione per ringraziarli tutti (non c’è bisogno di fare nomi, loro sanno).
L’amicizia è l’elemento che unisce le foto che accompagnano questo articolo: oltre che un ponte verso il futuro. Nel brindisi con me il “primo” 18 maggio ci sono Valentina e Amaiur, nell’ultima foto Alberto. A lui mi lega una storia bellissima che racconterò in un’altra occasione (ci siamo conosciuti ad un evento di imprenditori falliti) ma quello che possiamo anticipare è che grazie a lui è nata una nuova collezione di libri su misura, ancora più personalizzati, ancora più alla moda… Qualcosa di grosso “bolle in pentola”… stay tuned!
Lo stand e lo staff di Book-à-Porter a Più Libri Più Liberi.
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In questa sezione ti spieghiamo tutto su come nasce l’dea di scrivere libri su misura: Come nasce Book-à-Porter.