La mia esperienza di stage a Book-à-porter
Book-à-Porter è una realtà che nasce dall’idea che ogni storia è importante, in quanto ogni storia rappresenta un’esperienza. Book-à-Porter non mi ha aiutata a scrivere la mia storia come cliente, ma di certo mi ha metaforicamente dato una mano a capire come si tiene in mano una penna nel mondo del lavoro. Per tanto sento di dire che sì, in fondo Book-à-Porter mi ha spinta a vivere qualcosa e a scrivere qualcosa, dunque eccomi qui.
Gli aggettivi
Gli aggettivi con i quali potrei descrivere Book-à-Porter sono: emozionante, solare ed impegnativo. Fra le capsule narrative che ho analizzato infatti, esiste proprio quella dedicata agli aggettivi, maniere sintetiche che ci aiutano a descrivere le persone che amiamo di più. Book-à-Porter merita l’aggettivo ‘emozionante’ perché aiuta a parlare delle emozioni con i suoi racconti. Merita l’aggettivo ‘solare’ perché la chief couturier, nonché sua CEO e mamma è sempre pronta ad accogliere ogni parola con un sorriso, che è ciò che si ricerca quando si ha bisogno di sentirsi ascoltati nei propri racconti o nei propri dubbi scaturiti durante il percorso. Ed infine merita l’aggettivo ‘impegnativo’ perchè come tutto ciò che rappresenta cura e qualità presenta dietro un prezzo, un prezzo che si chiama ‘duro lavoro’ e che porta impagabili soddisfazioni.
Gli alunni del Master BookTelling dell’Università Cattolica del Sacro Cuore alle Fiera di Bologna (Sonia Costa, la protagonista di questa storia è la seconda da destra.
Impegnativo
Book-à-Porter mi ha fatto conoscere persone qualificate, disponibili e gentili. Mi ha ispirata a fare sempre del mio meglio, ad apprendere il più possibile, a trattare il sapere e le storie altrui come una spugna farebbe con l’acqua, cercando di assorbire il più possibile. Book-à-Porter me lo porterò un po’ nel cuore, perché mi ha arricchita professionalmente ma anche umanamente.
I miei punti di forza
Book-à-Porter mi ha fatto scoprire le mie lacune ma anche i miei punti di forza. Mi ha fatto ricredere sulla mia creatività, sulla freschezza delle mie idee e su quel timore di metterle in atto. Mi ha insegnato ad essere più metodica e attenta, mi ha insegnato la voglia di apprendere e di tentare e ritentare. Alla fine di questa piccola avventura ho una consapevolezza diversa del mio futuro e di ciò che forse potrei diventare. Book-à-Porter ha instillato in me il pensiero che basta un’idea per scrivere un libro, persino uno su misura, e lentamente io sto scrivendo il mio, nella speranza di riuscire un giorno ad avere una vita su misura per me, ed un libro enorme che possa raccogliere le mie esperienze e dove poter scrivere anche ‘Book-à-Porter.’
Gli alunni del Master BookTelling dell’Università Cattolica del Sacro Cuore tra una lezione e l’altra.
Su misura
Grazie alla mia tutor e CEO Valentina ho costruito uno stage basato sull'intreccio delle necessità di Book-à-Porter e della mia formazione. Le nostre lunghissime mail e le chiacchierate spese a trovare le migliori soluzioni mi hanno fatto sentire davvero parte di qualcosa, di un piccolo gruppo impegnato di persone accoglienti e dalle quali apprendere un mondo. Trovo meravigliosa la sinergia di un team così variegato dove ognuno ha il suo posto fatto a misura ma tutti hanno un comune obiettivo.
Ringraziamenti
Ringrazio Book-à-Porter per avermi concesso di far parte della sua narrativa e per esser stato parte della mia. Spero un giorno di essere abile e metodica come chi mi ha seguita durante questo tempo, e di aver apportato un contributo valido in questa realtà che merita davvero tantissimo. Se un giorno le mie idee diventassero qualcosa di più concreto, sarà anche grazie a questa esperienza e alla grandissima ispirazione che ne ho tratto. Grazie di cuore.
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In questa sezione ti spieghiamo tutto su come nasce l’dea di scrivere libri su misura: Come nasce Book-à-Porter.