I luoghi che abitiamo sono custodi silenziosi di molte storie
Da brava nerd dei ricordi, mi interrogo sulla storia degli spazi che abitiamo. Se vi chiedessi, così, di primo acchito, quale è il vostro luogo del cuore, cosa vi viene in mente?
La stanza dei giochi.
La casa è il corpo più grande
In questi giorni stiamo aiutando i miei genitori a traslocare. Si tratta di uno spostamento minimo di, letteralmente, pochi metri ma la sensazione è ugualmente quella delle grandi occasioni, di un cambiamento epocale, perché la casa dove abbiamo vissuto tutta la nostra vita come famiglia non esisterà più.
È una sensazione strana quella che accompagna i traslochi: in bilico tra il vecchio e il nuovo, in un limbo spazio-temporale dove da un lato ci si proietta con slancio verso la nuova destinazione e dall’altro ci si lascia trascinare dalla nostalgia e dai ricordi. Perché le case sono molto più di spazi che occupiamo nella quotidianità, sono luoghi dell’anima.
“La casa è il vostro corpo più grande. Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte; e non è senza sogni”
In azione!
Traslochi che smuovono acque profonde
Ed è per questo che smontare un appartamento, un pezzo alla volta, per assemblarlo altrove smuove acque profonde. La nostra casa familiare ha (o aveva? mi ritrovo anche in un limbo temporale, si parla di un passato troppo recente) una mansarda che è cresciuta con noi. Non in altezza, purtroppo: ci ha regalato delle belle “zuccate” nei suoi punti più bassi, ma in funzionalità.
È stata la stanza dei giochi, l’unica dove era permesso lasciare Barbie e bambole dove capitasse, senza l’obbligo di mettere in ordine a fine giornata. Poi è diventata la stanza degli amici, un porto franco dove si potevano passare interminabili pomeriggi a fare i compiti, parlare, ascoltare musica e tutte le altre meravigliose attività dell’adolescenza. Con il passare del tempo si è data un’aria più seria ed ha accolto librerie e scrivanie per adattarsi alla vita universitaria.
In parallelo è sempre stata pomposamente la stanza degli ospiti e, meno pretenziosamente, quella dei pigiama party. Ha vissuto alcuni anni di abbandono per poi ritornare ad essere la stanza dei giochi per i piccoli di casa. È stata teatro di lacrime, liti furibonde, interminabili partite a Monopoly, rappacificazioni, avventure e alleanze. Ogni angolo di questa mansarda ha una storia da raccontare, un momento di vita vissuta a cui ha fatto da testimone.
“Un’abitazione è fatta con muri e travi; una casa è costruita con amore e sogni”
Cosa succederà a questi ricordi ora che non esisterà più lo spazio fisico che ne ha fatto da cornice? È una domanda in bilico tra il retorico e il patetico, lo so. Non le manca un tocco metafisico. È simile al dubbio che coglie il protagonista del Giovane Holden: dove vanno a finire le anatre di Central Park in inverno?
Nel mio piccolo, essendo io una nerd dei ricordi, voglio pensare che questa memoria non è destinata a scomparire insieme allo spazio che ne ha fatto da contenitore fisico. Semmai sbiadirà un poco, come succede sempre del resto. I ricordi resteranno ad abitare la nostra memoria, insieme alla cornice dove si sono creati.
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